lunedì 31 dicembre 2012

PANETTONE GASTRONOMICO FARCITO ... E' CAPODANNO!!!


 
Abbiamo deciso di terminare l'anno in bellezza, lasciandovi un'idea per il cenone di Capodanno. Quest'anno in vostra compagnia è stato davvero fantastico, ricco di sorprese, abbiamo trovato nuove amiche e condiviso esperienze meravigliose!!! 
Anche il nostro modo di cucinare è cambiato, quante ricette abbiamo sperimentato alcune dal risultato perfetto, altre meno, ma sempre con la voglia di imparare e creare piatti nuovi.
Ed ecco quindi la ricetta di oggi: il panettone gastronomico farcito! Più che una ricetta, un modo diverso per preparare i classici tramezzini perfetti nei buffet o come antipasto di mille cene.
Un piatto che è un tripudio di colori e sapori e che ben incarna lo spirito del nostro blog: semplicemente buono!!!
Con questo vi auguriamo tanta felicità per il 2013 con la speranza che il nuovo anno esaudisca tutti i vostri desideri!!!  Buon 2013 !!!!
 
  
Panettone gastronomico farcito 
1 panettone gastronomico (circa 750 gr)
1 cespo di insalata gentile
200 gr di insalata russa
100 gr di prosciutto cotto
100 gr di mascarpone
2 pere Kaiser
50 gr di taleggio
200 gr di piselli fini lessati
100 gr di robiola
100 gr di mortadella
100 gr di tonno sott'olio
50 gr di cipolline sott'aceto
maionese q.b.
 
Tagliate orizzontalmente il panettone gastronomico, praticate 9 tagli, in modo da ottenere 9 fette uguali + la cupola del panettone stesso che conserverete a parte. Il panettone sarà farcito con 4 diverse salse in modo da ottenere tramezzini multigusto. Adagiate la base del panettone sul piatto da portata. Spalmate l'insalata russa, ricoprite con foglie di insalata gentile e fette di prosciutto cotto. A questo punto chiudete con un'altra fetta di panettone. Tagliate il "sandwich" a metà sia in orizzontale che in verticale, otterrete 4 maxi tramezzini, ognuno dei quali dovrà essere nuovamente tagliato a metà per ottenere 8 tramezzini tutti uguali. Proseguite con un'altra fetta di panettone, spalmatela con il mascarpone mescolato al taleggio tagliato a piccoli pezzi e ricoprite con uno strato di fette di pere tagliate sottili. Spalmate un'altra fetta con dell'altra crema di mascarpone e coprite il panino. Tagliate come sopra per ottenere altri 8 trmezzini. Proseguite con il terzo gusto. Frullate i piselli lessi e mescolateli alla robiola, spalmate una fetta di panettone e ricoprite con la mortadella. Chiudete con un'altra fetta spalmata con la stessa salsa di piselli. Quindi tagliate il panino in 8 tramezzini. Infine preparate l'ultima salsa frullando grossolanamente il tonno e le cipolline e mescolando il tutto con 3-4 cucchiai di maionese, finchè la salsa non sarà bella cremosa. Spalmate le ultime due fette di pane con la salsa di tonno, tagliateli in 8 parti come i precedenti e adagiateli sopra la torre. Completate il panettone con la cupola tenuta da parte. Il vostro panettone è pronto per essere servito! Se non lo portate subito a tavola, conservatelo in frigo oppure in un luogo fresco.
Consigli: naturalmente le salse possono essere modificate secondo i vostri gusti oppure quelli dei vostri ospiti, è particolamente goloso però offrire salse diverse fra loro per sapore, profumi e consistenze!! Ed ovviamente prestate attenzione all'equilibrio della torre di tramezzini!!




venerdì 28 dicembre 2012

ARROSTO DI TACCHINO RIPIENO

 

In questi giorni di festa avrete sicuramente preparato ed assaporato tantissimi piatti deliziosi, è quindi un pò difficile trovare qualcosa di originale e magari invitante da proporvi. Ma le feste non sono finite, anzi non siamo nemmeno a metà, e abbiamo pensato che questo arrosto potesse essere un'idea nuova e abbastanza semplice da realizzare. E' un modo diverso di preparare il tacchino, che grazie alla tradizione americana, è diventato un piatto tipico delle feste natalizie. In questo caso abbiamo utilizzato solamente il petto (e vi assicuriamo che è sufficiente per un esercito di persone!) e lo abbiamo farcito con un ripieno di funghi e salsiccia, ma la sua forma ricorda comunque un bel tacchino intero farcito. E' un piatto che si può preparare anche in anticipo e poi riscaldare, quindi perfetto per un pranzo, in modo da dare anche noi cuoche la possibilità di stare sedute comodamente a tavola con gli ospiti, chiacchierendo con amici e parenti!!


Arrosto di tacchino ripieno

800 gr petto di tacchino
500 gr di funghi chiodini surgelati
2 salsicce
2-3 fette di pan carrè
un mazzetto di prezzemolo
latte q.b.
1 uovo
2 scalogni
1 bicchiere di vino bianco secco
olio q.b.
burro q.b
sale q.b.
pepe q.b.
mazzetto aromatico (salvia e rosmarino)


 
Fate scongelare i funghi e tagliateli a piccoli pezzi; metteteli in una padella con un filo d'olio, uno spicchio d'aglio e il prezzemolo tritato. Salate leggermente e fate cuocere per almeno 15-20 minuti o comunque finché non saranno completamente asciutti. Fateli raffredare.
Spezzettate il pane in una capiente terrina e ammolatelo con un pochino di latte. Strizzatelo bene e aggiungetevi la salsiccia sbriciolata, i funghi e l'uovo, quindi mescolate fino ad ottenere un impasto omogeneo e compatto.
Praticate un taglio orizzontale sul lato corto del petto di tacchino in modo da ottenere una tasca, fate attenzione a non rompere la carne nei lati, per evitare che il ripieno fuoriesca durante la cottura. Con le mani allargate la tasca e riempitela con il ripieno, quindi chiudetela con ago e filo da cucina.
In una padella capiente, versate qualche cucchiaio di olio, una noce di burro, il mazzetto aromatico (ben legato) e gli scalogni tritati grossolanamente. Fate soffriggere per un paio di minuti, quindi adagiate l'arrosto di tacchino. Fate rosolare a fiamma media tutti i lati dell'arrosto, in modo che acquisti un bel colore dorato. Salate, pepate, versate il vino e lasciate cuocere coperto a fiamma bassa per circa 2 ore. Nel caso, durante la cottura, l'arrosto si asciugasse troppo, potete aggiungere dell'altro vino oppure del brodo di carne.
Fate intiepidire l'arrosto, togliete lo spago e servitelo tagliato a fette abbastanza spesse in modo che ognuna abbia la sua "dose di ripieno"! Servite accompagnato da altri funghi, così da richiamare il ripieno.
 
Consigli: se preferite un ripieno più "light", potete eliminare la salsiccia, e preparare un ripieno vegetariano abbinando ai funghi dei carciofi, sarà comunque golosissimo!





venerdì 21 dicembre 2012

CUCINA REGIONALE VENETA: IL PANDORO DI VERONA


Ormai mancano davvero pochi giorni al Natale e probabilmente ognuna di noi sta organizzando il menù per il cenone della vigilia oppure per il pranzo di Natale...
Ma in ogni casa ed in ogni luogo le tradizioni vanno assolutamente rispettate. Così con l'appuntamento di oggi vi vogliamo far scoprire i dolci natalizi tipici delle nostre regioni.
Partiamo subito alla scoperta delle specialità regionali che le nostre amiche hanno preparato per questo dolce Natale.

  • CALABRIA: I petrali di Rosa ed Io
  • SICILIA:  Cassata siciliana di Cucina che ti passa
  • TOSCANA: Dolci natalizi toscani di Non Solo Piccante
  • LOMBARDIA: La bisciola di L'angolo cottura di Babi
  • FRIULI VENEZIA GIULIA:  Kugelhupf o cuguluf di Nuvole di Farina
  • EMILIA ROMAGNA: Panettone di Zibaldone culinario
  • TRENTINO ALTO ADIGE: Zelten di A Fiamma Dolce
  • PUGLIA:  Le Carteddàte di Breakfast da Donaflor
  • LIGURIA: Pandoce di Un'arbanella di basilico
  • UMBRIA: Pasta dolce di 2 Amiche in cucina
  • ABRUZZO:Turcinille e dolci natalizi abruzzesi di In Cucina da Eva
  • MARCHE: Lo zuccotto natalizio di La creatività e i suoi colori
  • VALLE D'AOSTA: Mecoulen, il pane di Natale di L'appetito Vien mangiando
  • SARDEGNA: Dolce natalizi mandorle e uvetta pabassinas sardi di Vickart Arte in Cucina
  • BASILICATA: Le Cartellate di Pasticciando con Magica Nanà
  • MOLISE: Mostaccioli di La Cucina di Mamma Loredana
  • VENETO: il nostro Pandoro di Verona
  •  


    Tra i dolci tipici di Natale in Veneto, senza dubbio il più famoso è il Pandoro di Verona. Quando abbiamo deciso di provare a preparlo per la rubrica regionale, eravamo abbastanza spaventate; si tratta infatti di un dolce che richiede una lunga lavorazione e anche di dimestichezza con i lievitati. Nonostante i timori, la nostra voglia di concludere l'anno con una dolce davvero davvero speciale era troppo forte e abbiamo cominciato a documentarci sulle varie preparazioni del pandoro (oltre ovviamente a cercare, per mari e per monti, lo stampo perfetto!!). Sì perchè di ricette del pandoro ne esistono davvero tante ed anche abbastanza diverse, per non parlare dei diversi suggerimenti su come e per quanto tempo debba lievitare. Dovendo scegliere, abbiamo preferito optare per delle maestre in questo campo, le famose sorelle Simili, e seguire passo dopo passo la loro ricetta (tratta dal libro "Pane e roba dolce"). Siamo state davvero entusiaste del risultato, voi che ne dite??
    Nelle foto abbiamo accompagnato il pandoro con della marmellata alla cioccolata e pere, e con il mascarpone e la mostrarda vicentina, il super classico delle tavole natalizie venete!!!
    Anche se simbolicamente, offriamo una fetta di pandoro a tutte le nostre amiche blogger che in questi mesi ci hanno accompagnato nella rubrica regionale e ovviamente a tutti voi che ci leggete, auguriamo a tutti un Sereno Natale!!
     
     
    Pandoro di Verona
    Per il lievitino:
    60 g di acqua tiepida
    50 g di farina manitoba
    13 g di lievito di birra fresco
    10 g di zucchero semolato
    un tuorlo d’uovo a temperatura ambiente
    Per il primo impasto:
    la massa del lievitino
    225 g di farina manitoba
    un uovo medio a temperatura ambiente
    30 g di burro a temperatura ambiente
    25 g di zucchero semolato
    5 g di lievito di birra fresco
    2 cucchiai di acqua tiepida
    Per il secondo impasto:
    la massa del primo impasto
    225 g di farina manitoba
    100 g di zucchero semolato
    2 uova medie a temperatura ambiente
    un cucchiaino raso di sale fino
    una bacca di vaniglia
    Per la sfogliatura:
    140 g di burro a temperatura ambiente
    farina q.b.
    Per decorare:
    zucchero a velo q.b.

    Il procedimento è articolato in varie fasi ci sembra quindi utile indicare uno schema orario per facilitare la preparazione del dolce. Con queste dosi preparerete un pandoro da 1 Kg.


    ore 15.00
    Preparate il lievitino: in una ciotola sciogliete il lievito di birra nell'acqua tiepida, aggiungete lo zucchero, la farina e il tuorlo. Mescolate bene e lasciate lievitare finchè l'impasto sarà raddoppiato (circa 1 ora).



     ore 16.00
    Preparate il primo impasto: versate il lievitino nella planetaria, quindi aggiungete il lievito sciolto nell'acqua tiepida. Aggiungete anche l'uovo, lo zucchero, la farina setacciata e il burro ammorbidito tagliato a pezzetti. Impastate con il gancio per qualche minuto finchè tutti gli ingredienti si saranno ben amalgamati. lasciate lievitare finchè il volume sarà raddoppiato (circa 1 ora).
     
     
    ore 17.30
    Preparate il secondo impasto: sempre all'interno della planetaria, unite all'impasto lievitato lo zucchero, la farina setacciata, le uova, il sale e i semi della bacca di vaniglia. Lasciate impastare per 10 minuti, è importante che l'impasto risulti liscio e incordato. Lasciate lievitare fino al raddoppio del volume (circa 1 ora e mezza).
     
     
    ore 19.30
    Trasferite la ciotola con l'impasto in frigorifero per circa 30 minuti.
     

    ore 20.00
    Versate l'impasto sulla spianatoia infarinata. Con il mattarello stendete l'impasto cercando di mantenere la forma di un quadrato spesso circa 1 cm e largo 25 cm. Sulla superficie distribuite il burro a pezzetti e ripiegate i quattro angoli verso il centro (come una busta); a questo punto avrete formato un quadrato più piccolo ben sigilato con il burro all'interno. A questo punto stendete nuovamente la sfoglia ottenendo un rettangolo avente circa una lunghezza pari a tre volte la larghezza (larghezza= circa 15 cm e lunghezza= circa 45). Piegate la parte superiore della sfoglia verso il centro e la parte inferiore su quella superiore in quella appena piegata ( piega a tre della pasta sfoglia). Avvolgete il panetto nella pellicola trasparente e fate riposare in frigo per 30 minuti.
     
     
    ore 20.45
    Ripetete la piega a tre e riponete nuovamente il panetto in frigo per 15-20 minuti.
     
     
    ore 21.15 
    Ripetete di nuovo la piega a tre, quindi ungete il panetto cona noce di burro fusa, formate una palla con le mani e posizionatela nello stampo per pandoro ben imburrato. Le chiusure della palla dovranno essere rivolte verso l'alto visti che, terminata la cottura, il pandoro verrà capovolto. Lasciate lievitare il pandoro coperto da pellicola unta d'olio per circa 8-10 ore a temperatura ambiente, dovrà raggiungere o di poco superare il bordo dello stampo (circa 26 gradi senza correnti d'aria).
     

     
    ore 7.00 (del giorno dopo)
    Cuocete il pandoro a 170° (forno già caldo) per circa 15 minuti. Abbassate a 160° e continuate la cottura per circa 45-50 minuti aggiungendo un foglio di carta di alluminio sulla superficie  quando sarà ben dorata. Lasciate raffreddare completamente all'interno del suo stampo.






    ore 12.00
    Sformate il pandoro, spolverizzatelo con abbondante zucchero a velo e servite!
    Potete conservarlo in un sacchetto per alimenti ben chiuso, rimarrà fragrantecome appena sfornato.

     
    Consigli: visto la particolarità della ricetta ci permettiamo di darvi più di un consiglio.
    - utillizate ingredienti di buona qualità (in particolar modo per quanto riguarda il burro) esempre a temperatura ambiente;
    - e' purtroppo fondamentale possedere una planataria o un robot da cucina per incordare l'impasto altrimenti si corre il rischio che l'impasto non lieviti;
    - controllate la temperatura dell'ambiente in cui lavorate e in cui lieviterà il pandoro, non deve essere né troppo alta né troppo bassa (circa 25 gradi) e non ci devono essere correnti d'aria;
    - i tempi riportati nella ricetta sono solo indicativi, date all'impasto il tempo che serve affinché la lievitazione sia completa.

     
          Con questa ricetta partecipaimo al contest "Dolci sotto il vischio" del blog "Dolci a go go"
                                                          in collaborazione con Wald.


    Luca Montersino e in collaborazione con "Dolcemente by Kitchen".


    martedì 18 dicembre 2012

    ZUPPA DI PATATE E PORRI


    Come di sicuro avrete capito, non siamo proprio delle amanti delle minestre e delle zuppe, spesso ci sembrano infatti dei piatti un pò tristi, i tipici piatti che si mangiano quando si ha l'influenza. Proprio grazie all'avventura con questo blog però, ci stiamo pian piano ricredendo. Ci sono infatti delle zuppe veramente molto buone che si possono arricchire con le verdure oppure le spezie che più ci piacciono, rendendole più vicine ai nostri gusti.
    Abbiamo quindi provato questa zuppa di patate e porri, due verdure che amiamo molto e i cui sapori ben si accostano. Si tratta quasi di una vellutata; ottima gustata con dei crostini di pane, è perfetta per riscaldarsi dopo una lunga e fredda giornata invernale.
    Il nostro tocco è l'aggiunta del ciuffo di spinaci, un modo per rendere questa zuppa più personale, e sicuramente più accattivante nei colori e nella presentazione.
     

    Zuppa di patate e porri

    1.5 l di acqua calda
    4 grosse patate
    3 porri
    3-4 cucchiai di olio
    sale q.b.
    pepe q.b.
    spinaci lessate q.b.

    Tagliate il porro a rondelle sottili e mettetelo in una pentola capiente con l'olio, fatelo rosolare a fuoco lento per una decina di minuti (se neccessario aggiungete un mestolo di acqua calda). Quando sarà trasparente aggiungete anche le patate precedentemente sbucciate e fatte a tocchetti. Salate e lasciate che i due ingredienti si insaporiscano insieme alcuni minuti. Quindi aggiungete l'acqua e lasciate cuocere per almeno 1 ora- 1 ora e mezza.
    Trascorso questo tempo passate la zuppa con il classico passaverdura e fori fini.
    Quindi servite con una macinata di pepe e un ciuffo di spinaci e accompagnate con dei crostini di pane.
     
    Consigli: noi preferiamo usare le patate gialle perchè rendono la zuppa più dolce e cremosa.
     
     
     Con questa ricetta partecipaimo al contest "A cena con gli chef"
    del blog "Ti cucino così".
     
     
     

    venerdì 14 dicembre 2012

    PANETTONE SOTTOVETRO

     























    E' da circa un anno che ci frulla per la mente l'idea di preparare questa ricetta o meglio di provare questo tipo di cottura. Magari alcune di voi conoscono già e hanno già sperimentato la cottura di dolci in forno direttamente in un vasetto di vetro, ma noi l'abbiamo scoperto solamente l'anno scorso, proprio in questo periodo, durante un giro nei mercatini di Natale in Trentino.
    Girovagando fra bancarelle e casette di legno alla ricerca di idee originali per i regali di Natale, ci siamo accorte di una piccola folla radunata proprio alla fine della strada in cui si snodava il mercatino. Ovviamente eravamo curiosissime di vedere che cosa attirrasse così tante persone! E così scoprimmo una ragazza austriaca che raccontava di come preparava i suoi panettoni sottovetro e per di più ne offriva a tutti i passanti, lasciando tutti letteralmente a bocca aperta!
    Siamo rimaste incantate dal suo racconto e dalla bontà di quelle torte, che ne abbiamo subito acquistato un paio. Chi aveva mai visto una cosa del genere??
    Era un'idea veramente originale e anche a dir poco scenografica!
    Ovviamente i panettoncini sono stati spazzolati in pochi minuti, ma abbiamo conservato i vasetti con il proposito di usarli quanto prima per preparare la nostra versione dei panettoni sottovetro. Invece è passato quasi un anno e quell'idea è rimasta in un cassetto, fino a quando, la scorsa settimana ci siamo messe a pensare a cosa regale quest'anno ai nostri cugini. Ogni anno infatti organizziamo una cena pre-natalizia fra cugini per stare assieme, scambiare quattro chiacchiere e passare una serata in allegria. Ci sgambiamo sempre dei regalini che per lo più sono simbolici, ed hanno un valore affettivo più che economico, e che ci fanno tornare bambini, rivivendo assieme il momento dello scarto dei regali. Bene quest'anno abbiamo deciso di regalare ad ognuno un panettoncino sottovetro! Personalizzando per ognuno la confezione e perchè no anche il ripieno. L'impasto base, infatti, è un semplice panettone allo yogurt che potete arricchire con ciò che più vi piace: cioccolato, frutta, uvetta, marmellata e chi più ne ha più ne metta!!!!
     
      
     Panettone sottovetro
     
    1 vasetto di yogurt bianco (125 gr)
    300 gr di farina
    180 gr di zucchero
    1 tazzina da caffè di olio extravergine d’oliva
    3 uova
    50 gr di gocce di cioccolato
    marmellata di fichi (home made) q.b.
    1 bustina di lievito per dolci
    sale q.b


    Per poter effettuare la cottura sottovetro, avete bisogno di vasetti di forma regolare, con la bocca delle stesse dimensioni del fondo e forniti di un bel tappo per la chiusura ermetica.
    In una ciotola lavorate con uno sbattitore elettrico le uova con lo zucchero, fino a renderle belle gonfie. Aggiungete un pizzico di sale, l’olio d’oliva extravergine e mescolate bene; unite quindi anche lo yogurt. Incorporatevi un pò alla volta la farina setacciata con il lievito; amalgamate bene e aggiungete le gocce di cioccolato.
    Versate quindi un paio di cucchiai di impasto nei vasetti di vetro che avrete precedentemente imburrato. Aggiungete direttamente nel vasetto un bel cucchiaino di marmellata di fichi, quindi coprite con un altro cucchiaio di impasto. Nel complesso non bisogna riempire il vaso per più di un terzo, in cottura infatti il panettone crescerà molto e se dovesse sbordare, non potrete più chiudere il vaso con il tappo.
    Cuocete a 180° per 15-20 minuti. Appena togliete i vasetti dal forno, chiudeteli con il tappo, così come quando preparate le confetture in modo da creare il sottovuoto.
    In questo modo potrete conservare in dispensa il vostro panettone fresco e profumato per molti giorni, oppure regarlo ai vostri amici per Natale!
    Per togliere il panettone dal vaso, sarà sufficiente scaldarlo leggermente, se necessario ripassare i bordi con un coltello e voilà il vostro panettone sarà pronto per essere servito in un attimo!
    Consigli: se non possedete dei vasetti adeguati, oppure se vi rimane dell'impasto (come nel nostro caso!) potete versarlo in un classico stampo da plum-cake, sarà perfetto per colazione!!

     

               Con questa ricetta partecipiamo al contest "Sweetbirthday" del blog "Kucina di Kiara"

     



                                   e al contest "La mia torta" del blog "Zucchero e farina"

     

    mercoledì 12 dicembre 2012

    GNOCCHETTI DI PANE VERDI CON SPECK E TRENTIGRANA



    Questa ricetta non è nata per caso, ispirata ad una rivista oppure alle nostre tradizioni.
    Un paio di settimane fa, infatti, abbiamo avuto l'onore e il piacere di ricevere un pacco contenente due pack di Trentingrana e un simpaticissimo grembiule (eccovi la foto!!)
    Abbiamo infatti deciso di accettare la sfida che ha lanciato il Gruppo Formaggi del Trentino al mondo dei food blogger, che consiste nella creazione di un piatto trentino partendo appunto dall'utilizzo di Trentingrana.
    Eh sì avete capito bene: si tratta proprio di una ricetta Trentina!!!!
    Iniziamo subito dicendo che il trentino e tutto ciò che lo riguarda ci piace davvero molto. Abitando in Veneto abbiamo avuto molte occasioni di visitare il Trentino ammirando i sui bellissimi paesaggi, passeggiando nei boschi d'estate e ovviamente gustando i suoi buonissimi piatti!!
    Per preparare questa ricetta ci siamo quindi ispirate ai piatti che abbiamo gustato durante i nostri soggiorni in trentino, peraltro tutti buonissimi e ricchi dei tipici sapori di montagna! Così abbiamo optato per questi gnocchetti di pane verdi, un incrocio tra gli strozzapreti e gli spatzle, in una nostra libera interpretazione della tradizione trentina. A questi ovviamente non potevamo non aggiungere lo speck, autentica delizia di quelle zone e sempre perfetto come ingrediente per i primi piatti. Ed ovviamente tutto è stato preparato con una bella dose di Trentingrana!!
     

    Gnocchetti di pane verdi con speck e Trentingrana

    Per gli gnocchetti:
    300 gr di pana raffermo
    500 ml di latte
    250 gr di spinaci (già lessati)
    2 uova
    70 gr di Trentigrana
    200 gr di farina
    olio q.b.
    sale q.b.
    Per il condimento:
    100 gr di speck
    30 gr di burro
    50 gr di Trentigrana





    Mettete in una padella, meglio se antiaderente, due cucchiai di olio d'oliva e fatelo scaldare, versatevi quindi le spinaci già tagliate grossolanamente. Salate e cuocete per 10-15 minuti.
    Spezzettate il pane e mettetelo in una ciotola capiente, bagnatelo con il latte precedentemente stemperato; schiacciate bene il pane in modo che assorba bene il latte. Mescolate il tutto con un cucchiaio di legno e assicuratevi che tutto il latte sia stato assorbito dal pane. Aggiungetevi quindi anche le spinaci e dopo aver amalgamato il composto di pane e gli spinaci frullate il tutto con un robot a immersione. Quando il composto risulterà omogeneo aggiungetevi anche le uova, mescolate bene e aggiungetevi quindi il grana. Procedete ora incorporando anche la farina poca alla volta fino ad ottenere un impasto ben sodo; lavorate bene l'impasto con le mani in modo che risulti ben amalgamato.
    Formate ora, con l'aiuto di due cucchiaini, degli gnocchi e tuffateli direttamente in acqua bollente salata; cuocete per 8-10 minuti.
    Mettete a fondere il burro e tagliate lo speck a striscioline, quando gli gnocchi saranno pronti versateli nel burro fuso, aggiungetevi lo speck, qualche cucchiaio di Trentigrana e fate insaporire qualche istante gli gnocchi nel sugo. Dividete ora nelle coccottine gli gnocchi di pane e cospargeteli con il grana rimasto; appena prima di servire infornate per 10-15 minuti in modo da completare la gratinatura.
     
     
     
     
    Consigli: in primavera, potete sostituire gli spinaci  con le molte varietà di erbe spontanee che crescono nelle vostre zone!!!
     
     



     

    Con questa ricetta partecipiamo all'iniziativa "Una gustosa ricetta trentina"
     

    lunedì 10 dicembre 2012

    CUCINA REGIONALE VENETA: GAMBERI E CAPPESANTE GRATINATE PER LA VIGILIA

     
    Il Natale si avvicina sempre più velocemente e la nostra rubrica di cucina regionale non poteva certo esimersi dal proporre dei piatti speciali per le feste. Di sicuro ognuno di noi prepara dei piatti tradizionali per la Viglia o per il giorno di Natale, ricette legate alla tradizione delle nostre zone e a quelle delle nostre famiglie.
    Il tema di questa settimana sono infatti le Idee salate per le feste.
    Partiamo quindi per il nostro consueto viaggio in giro per l'Italia alla scoperta di tantissime idee per rendere il nostro Natale ancora più goloso!!!
    
     
  • CALABRIA:  Carciofi ripieni di Rosa ed Io
  • SICILIA: Timballo di riso di Cucina che ti passa
  • CAMPANIA: Purpetielli affugati di Le Ricette di Tina
  • TOSCANA: Torta di patate e porri di Non Solo Piccante
  • LOMBARDIA: Tortelli di zucca mantovani  di L'angolo cottura di Babi
  • FRIULI VENEZIA GIULIA: Gnocheti di gries  di Nuvole di Farina
  • PIEMONTE Panata di Natale di La casa di Artù
  • EMILIA ROMAGNA: Lumache in umido alla bobbiese di Zibaldone culinario
  • TRENTINO ALTO ADIGE: Grostoi isalati di A Fiamma Dolce
  • PUGLIA: U'Baccalà fritte di Breakfast da Donaflor
  • LAZIO Baccalà alla trasteverina di Chez Entity
  • LIGURIA: Maccaroin de Natale e insalatta cada de mà di Un'arbanella di basilico
  • UMBRIA: Cappelletti in brodo di cappone di 2 Amiche in cucina
  • ABRUZZO:Timballo di scrippelle di In Cucina da Eva
  • MARCHE: Parmigiana di cardi di La creatività e i suoi colori
  • VALLE D'AOSTA: L'antipèasto e la soca di L'appetito Vien mangiando
  • SARDEGNA: Torta salata patate carne e piselli sa panada di Vickart Arte in Cucina
  • BASILICATA: Tarallo dell'Immacolata "u' fcjlatjdd" di Pasticciando con Magica Nanà
  • MOLISE: Brodo all'agnonese di La Cucina di Mamma Loredana
  • VENETO: i nostri Gamberi e Cappesante gratinati



  • La cucina veneta, come vi abbiamo spesso raccontato, è legatissima al mare grazie a Venezia e alla laguna che proliferano di tantissimi tipi di pesci. Esistono moltissime ricette di mare e tutte davvero ottime da preparare per i giorni di festa. Nella nostra famiglia la tradizione vuole che il giorno della Vigilia di Natale non si mangi carne e si prepari un buonissimo cenone a base di pesce. Oltre al classico baccalà alla vicentina, è bello preparare tnati antipastini sfiziosi da poter servire agli ospiti anche come finger food. Ed è per questo motivo che abbiamo deciso di prepare gli spiedini di gamberi e le cappesante gratinate: due ricette tipiche delle tradizione veneziana.
     

    Gamberi e cappesante gratinati
     
    8 cappesante già aperte
    300 gr di gamberi
    2 spicchi d'aglio
    1 mazzetto di prezzemolo
    3-4 cucchiai di brandy
    pane grattuggiato q.b.
    olio extravergine oliva q.b.
    sale q.b.
     
     
     
    Pulite le cappesante, tenendo da parte la conchiglia, e mettele in una ciotola con acqua fredda avendo cura di non rompere il corallo. Sgusciate i gamberi, levate il filo nero sul dorso e lavateli con cura.
    Preparate una marinata mescolando il prezzemolo precedentemente tritato, il brandy, un pizzico di sale, l'aglio tagliato a pezzi e 3-4 cucchiai di olio.

    Formate degli spiedini con i gamberi utilizzando degli spiedi di legno. A questo punto passate gli spiedini nella marinata preparata e adagiateli all'interno di una teglia. Passate anche le cappesante nella marinata e mettete ognuna all'interno della propria conchiglia.
    Distribuite la marinata rimasta sopra gli spiedini e dentro le conchiglie, quindi lasciate insaporire per circa 30 minuti.
    Spolverizzate il pesce con il pangrattato ed infornate a 200° per circa 15 minuti, finché sia i gamberi che le cappesante saranno gratinati e ben dorati.
    Servite ben caldi!!

     
    Consigli: con la stessa marinatura e lo stesso procedimento potete preparare anche altri tipi di pesce come gli scampi, le cozze, i fasolari...
     






     
    Vi diamo appuntamento a venerdì 21 dicembre per la prossima puntata della nostra rubrica regionale; in anticipo rispetto al solito, per darvi l'opportunità di preparare qualcosa di nuovo, ma assolutamente tradizionale per il vostro Natale!!

    mercoledì 5 dicembre 2012

    STELLA CON GOCCE DI CIOCCOLATO


    Evviva!!! con questa ricetta inauguriamo ufficialmente la stagione delle ricette per Natale, il periodo dell'anno che amiamo di più in assoluto!!
    Non siamo più delle bambine, ma chi l'ha detto che solo ai bambini piace il Natale? Non capiamo le persone che dicono di non amare questo periodo dell'anno, che pensano che Natale sia diventata solamente una "ricorrenza commerciale"; magari lo fanno solamente per spirito di contraddizione, ma di sicuro si perdono qualcosa di meraviglioso.
    Per noi Natale è un insieme di tante cose: le strade del centro illuminate, le bancarelle coloratissime, la cioccolata calda (magari con panna montata), i bambini che guardano estasiati Babbo Natale, la neve, il presepe, jingle bells, i pranzi in famiglia e dulcis in fundo le mille ricette legate alla tradizione.
    Perché a Natale si respira un'aria diversa, di attesa, ricca di emozioni da condividere con chi ci sta più a cuore magari seduti attorno ad un tavolo imbandito. E il momento più bello è quando chi ti sta di fronte dà un primo morso alla fetta di torta che hai preparato con passione e vedi il suo volto cambiare, i suoi occhi sorridere compiaciuti e magari la sua mano allungarsi per prenderne una seconda fetta..... Quello è davvero un momento impagabile!!
    E così condividiamo con tutti voi questa Stella con gocce di cioccolato, un dolce semplice che si ispira alle nostre tradizioni venete e che vuole essere di buon auspicio per le prossime feste! 


    Stella con gocce di cioccolato

    250 gr di farina manitoba
    25 gr di lievito di birra fresco
    100 ml di latte
    85 gr di burro
    75 gr di zucchero
    1 stecca di vaniglia
    2 uova
    un pizzico di sale
    100 gr di gocce di cioccolato
    zucchero a velo q.b.


    In una ciotola sbriciolate il lievito di birra e scioglietelo con un pochino di latte tiepido, quindi impastatelo con 100 gr di farina e il resto del latte in modo da ottenere un panetto abbastanza morbido; copritelo con un telo e fatelo lievitare per 8-10 ore in un luogo tiepido.
    Procedete ora lavorando il burro ammorbidito e fatto a pezzetti con lo zucchero in modo da formare una crema, aggiungete quindi un pizzico di sale e i semi della vaniglia. Incorporate quindi un uovo alla volta, non unendo il successivo se il precedente non è stato perfettamente amalgamato, quindi unite le farina rimasta e il  panetto lievitato; lavorate a lungo l'impasto fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo. Infine aggiungete le gocce di cioccolato.
    Imburrate e infarinate (se lo stampo è di silicone potete evitare di infarinarlo) uno stampo a forma di stella e versatevi il composto preparato. Coprite e tenete in luogo tiepido affinchè lieviti per circa 1 ora.
    Accendete il forno a 190°. Infornate il dolce per 30 minuti e poi lasciatelo nel forno spento ancora 10 minuti.
    Prima di servirlo cospargetelo con dello zucchero a velo.
    Consigli: potete sostituire le gocce di cioccolato con dell'uvetta, dei canditi o con la frutta secca che preferite.


                              
                                    Con questa ricetta partecipiamo al contest "Senza non è Natale"
                                          del blog "Mani in pasta" in collaborazione con Melegatti.


    e al contest "Happy Holiday" dei blog "Il solletico nel cuore"

    lunedì 3 dicembre 2012

    ARROSTO DI MAIALE FARCITO CON PRUGNE



    La lonza di maiale è un taglio di carne che ci piace utilizzare spesso per le occasioni speciali, sperimentando magari nuove ricette. Si tratta infatti di carne tenera che piace a grandi e piccini e si abbina a tantissimi ingredienti autunnali e invernali. La ricetta che in assoluto prepariamo più spesso è la lonza al latte, un piatto semplice che si può preparare in anticipo e che rimane buonissimo anche riscaldato.
    Ma questa volta, complice anche il contest di Simona di "Pensieri e Pasticci", avevamo voglia di provare qualcosa di più alternativo. Così abbiamo modificato in base ai nostri gusti (non riusciamo proprio a seguire le ricette per filo e segno, dobbiamo sempre metterci lo zampino con le nostre idee!!!) una ricetta di un vecchio libro, ed è nato questo arrosto farcito accompagnato con le prugne e le patate. Il sapore un pò aspro delle prugne si abbina alla perfezione alla carne di maiale, che è resa ancora più saporita dalla ricopertura di pancetta.
    La cottura al forno permette di cucinare la carne lentamente mantenendo tutto il suo sapore; se da un lato le prugne danno un pò del loro gusto alla carne, dall'altro loro stesse sono insaporite dal sughetto della carne.
    Un secondo quindi di grande effetto e dal sapore anticonvenzionale, un piatto originale che a noi è piaciuto molto, speriamo piaccia anche a voi!!


    Arrosto di maiale farcito con prugne e patate

    800 gr di lonza di maiale
    100 gr di pancetta steccata (tagliata un pò spessa) 
    115 gr di pane da toast
    50 gr di burro
    1 uovo
    2 cipolle
    succo e scorza di un limone
    6 prugne
    450 gr di patate
    qualche foglia di salvia
    olio q.b.
    sale q.b.
    pepe q.b.




    Togliete al pane la crosta e tagliatelo e pezzetti, mettetelo in un trittatutto con  la salvia fino ad ottenere un pangrattato profumato alle erbe. Trasferite il tutto in una ciotola. Introducete ora una cipolla nel tritatutto e tritatela molto finemente. In un tegame fate sciogliere 25 gr di burro, aggiungete la cipolla tritata e fate saltare fino ad imbiondirla leggermente. Incorporate ora il pangrattato, il succo e la scorza del limone e l'uovo già sbattutto; se necessario salate.
    Tagliate la lonza a metà, per il senso della lunghezza, in modo da formare una rientranza; disponete il ripieno nell'apertura creata e richiudete bene la carne.
    Arrotolate le fettine di pancetta intorno alla carne e legate bene con lo spago la carne in modo che resti  unita.
    Preriscaldate il forno a 180°; in una teglia mettete dell'olio e il restante burro, infornatela in modo che si scaldi, quindi aggiungete la lonza. Cuocete per 20 minuti. Intanto sbucciate  le patate e tagliatele a spicchi; affettate la cipolla rimasta a pezzetti e aggiungete tutto all'arrosto.
    Proseguite la cottura per altri 30 minuti e poi aggiungete  le prugne a cui avrete tolto il nocciolo e avrete tagliato a spicchi. Lasciate cuocere per altri 5-10 minuti.
    Servite il miaiale tagliato e fette sottili con patate e prugne.



    Consigli: se volete potete cospargere l'arrosto con una salsa di senape e miele mescolate fra loro in pari quantità per dare al maiale un sapore ancora più dolce!




                                 Con questa ricetta partecipiamo al contest "Il forno delle feste"
                                                          del blog "Pensieri e pasticci".


    venerdì 30 novembre 2012

    POLPETTE DI MIGLIO DOPPIOGUSTO



    Alcune settimane fa, ci è stato proposto di provare alcuni prodotti biologici a marchio Ecor, che potete trovare in vendita on line su www.emporioecologico.it.
    Si tratta di prodotti veramente di alta qualità che non si utilizzano abitualmente in cucina, ma che proprio per questo si prestano benissimo alla sperimentazione. Il primo prodotto che abbiamo deciso di provare è il miglio decorticato che sinceramente non avevamo mai cucinato prima, ma ci incuriosiva molto.
    Ne avevamo già sentito parlare, ma non sapevamo fosse così ricco di sali minerali, vitamine A e B e fibre, un alimento perfetto per i celiaci o per chi soffre di altri tipi di intolleranze al glutine o al grano. Eravamo quindi veramente ansiose di conoscerne il sapore; non sapevamo se aspettarci qualcosa di simile al riso, o all'orzo oppure se potesse essere più vicino al gusto del farro.
    Abbiamo così deciso di provarlo in abbinamento a verdure tipiche di questo periodo come il radicchio e il broccolo, preparando delle polpettine colorate che si possono gustare come finger food, ma anche, perchè no, come piatto unico.
    Davvero una bella scoperta! Un gusto dolce e semplice che si addice perfettamente alle verdure, senza però perdere di carattere; addentando una di queste polpettine si sentono chiaramente i chicchi di miglio, ed è molto piacevole, quasi si stasse mangiando uno snack al riso soffiato.
    Ci aspettano quindi tanti altri esperimenti con questo particolare cereale!! Alla prossima!


    Polpette di miglio

    250 gr di miglio decorticato Ecor
    acqua calda q.b.
    1 broccolo verde
    ½ bicchiere di latte
    2 cespi di radicchio rosso di Treviso
    1 cipolla
    ½ bicchiere di latte
    100 g di parmigiano grattuggiato
    2 uova
    olio q.b.
    sale q.b.
    pepe q.b.
    farina q.b.
    pangrattato q.b.
    olio da friggere q.b.

    Versate in una pentola abbastanza capiente due cucchiai di olio, quando sarà caldo fate tostare il miglio decorticato per un paio di minuti. Nel frattempo fate bollire dell'acqua in un pentolino. Quindi coprite il miglio con una quantità di acqua pari al doppio del suo volume (es: 250 gr di miglio sono circa 1 tazza da colazione, quindi serviranno 2 tazze di acqua per la sua cottura). Riportate il tutto a bollore a fiamma elevata, quindi, abbassate la fiamma e fate cuocere per circa 15-20 minuti. Una volta cotto, lasciatelo intiepidire nella pentola di cottura in modo che possa terminare di gonfiarsi.
    A questo punto pulite e lavate il broccolo dividendo le cimette e tagliando il gambo in piccoli pezzi. Tagliate finemente la cipolla e mettetene metà in una padella con poco olio. Aggiungete anche il broccolo e fate rosolare per qualche minuto, quindi aggiustate di sale e pepe. Aggiungete un mestolo di acqua calda e il latte. Portate a cottura tenendo coperto (circa 20 minuti).
    Per il radicchio, pulitelo e tagliatelo a striscioline. Fate soffriggere in padella con l’olio l'altra metà della cipolla, quindi unite il radicchio e salate. Fate cuocere per 10 minuti.
    Versate metà del miglio precedentemente preparato nella padella con il broccolo e metà nel radicchio rosso, mescolate bene il tutto aggiungendo in ognuna delle due preparazioni un uovo e 50 gr di parmigiano.
    Formate delle polpette un poò schiacciate e passatele prima nella farina e poi nel pangrattato.
    Friggete le polpette in poco olio ben caldo alcuni minuti per lato. Scolatele in della carta da cucina e servite!
    Consigli: abbiamo scelto delle verdure di stagione dal gusto deciso come abbinamento al miglio, ma potete provare una versione dal gusto più delicato, sostituendole con delle carote e delle zucchine tagliate a julienne e ripassate in padella.



    Potete trovare i prodotti Ecor in vendita nei negozi NaturaSì e Cuorebio,
    oppure online su Emporio Ecologico".




                               Con questa ricetta partecipiamo al contest "Polpettiamo" del blog "Squisito".


    mercoledì 28 novembre 2012

    MTC E ARANCINE DI RISO



     
    Anche se arriviamo proprio sul filo di lana, eccoci finalmente con la ricetta del MT Challenge di questo mese: le arancine di riso.
    La ricetta proposta, e davvero spiegata benissimo, in ogni minino dettaglio, da Roberta del blog Pupaccena. Si tratta di un piatto super, ma proprio super buono che amiamo davvero molto e che prepariamo molto meno di quanto vorremmo. Di solito prepariamo la versione classica con ragù e piselli, ma dobbiamo ammettere molto sinceramente che l'abbiamo sempre fatto a modo nostro, magari leggendo qualche ricettina sulle riviste e un pò andando a braccio, in base all'ispirazione del momento.
    E così la ricetta di Roberta è stata davvero come leggere "il manuale dell'arancina perfetta". I dettagli nella scelta degli ingredienti, nella spiegazione del procedimento, e le sue simpatiche annotazioni, passo dopo passo ci hanno accompagnato nella creazione delle nostre arancine. Davvero molto classiche con un ripieno di ragù e piselli, ma con l'aggiunta di un pò di Veneto (il montasio grattugiato), contaminando i sapori del sud con quelli del nord. Che dire... anche questa volta l'MTC ci ha fatto vivere un'avventura in cucina ricca di sapori, profumi e ci ha fatto imparare qualcosa di nuovo!!

     Arancine di riso

    Per le arancine
    500 gr di riso Roma
    1,5 l circa di brodo di carne
    25 g di burro
    25 g di parmigiano grattugiato
    una cipolla medio-piccola
    olio evo q.b.
    sale q.b.


    Per il ripieno (per circa 9 arancine)
    200 g di macinato di manzo
    100 g pisellini surgelati
    200 g di passata di pomodoro

    1 cipolla media
    2 scalogni
    4-5 foglie di basilico
    1/2 bicchiere circa di vino bianco per sfumare
    100 gr di montasio stagionato
    burro q.b.
    olio evo q.b.
    sale q.b.

    Per la lega (ne resterà molta, ma occorre poter immergere bene l'arancina)
    800-900 ml d'acqua
    la metà di farina
    una manciata di sale
    Per la panatura (ne resterà molto anche qui)
    700-800 g di pangrattato
    Per la frittura

    3 l di olio di semi di mais (o comunque abbondante per poter friggere in olio profondo)

    Il procedimento riportato è fedele alla ricetta di Roberta, con delle piccole modifiche sopratutto in merito al ripieno.
    Il riso va preparato con qualche ora d'anticipo, perché al momento della preparazione delle arancine dev'essere ben freddo.
    In un tegame capiente, dare un giro abbondante di olio e fare appassire la cipolla tagliata finemente. Versate il riso e fate tostare un pochino. Versate nel tegame buona parte del brodo, non tutto in modo da poterne aggiungere all'occorrenza regolandosi in funzione del tipo di riso e della sua cottura.
    Fermate la cottura quando il riso sarà al dente e si presenterà piuttosto compatto. Immergete il tegame nel lavello riempito d'acqua fredda (evitando che l'acqua entri all'interno) e mantecate con il burro e il parmigiano grattugiato. Se serve, per abbattere la temperatura ed evitare che il riso continui a cuocere, rinnovare l'acqua fredda dentro il lavello. Una volta tiepido, versate il riso dentro una teglia e lasciate da parte affinché raffreddi completamente. Poi coprite con carta d'alluminio e conservare in frigorifero per almeno 3-4 ore.

    Triate finemente gli scalogni, fateli appassire in olio evo, versate i pisellini surgelati, coprite con un po' d'acqua, salate e cuocete per una decina di minuti o comunque il necessario e teneteli da parte.
    Tritate finemente la cipolla, fatela rosolare in padella con due cucchiai di olio e una noce di burro, quindi aggiungete il basilico tritato. Aggiungete la carne e fate rosolare, sfumate con il vino bianco e lasciate evaporare. Aggiungete la passata di pomodoro, salate e fate cuocere a fiamma bassa per circa un'ora, o comunque fino ad ottenere un ragù piuttosto asciutto.Togliere dal fuoco e lasciate raffreddare. Aggiungete i piselli, il montasio grattuggiato e mescolate bene.

    Prepararate la "lega": versate l'acqua in una scodella profonda, aggiungete la farina, una bella manciata di sale e amalgamate bene con una frusta. Tenete da parte e passate alla creazione delle arancine.
    Ci sono vari modi per formare e farcire le arancine e questo è quello che abbiamo seguito: 


    prendete poco riso nel palmo della mano, mettete nel centro un po' di ragù, quindi chiudete l'arancina aiutandovi con un altro pò di riso se necessario.
    Girate l'arancina tra le mani per darle la forma e per rendere la superficie liscia e compatta, senza buchi o piccole fessure.
    Quando tutte le arancine saranno pronte, passatele  nella "lega". E ora la panatura.
    Versate il pangrattato dentro una teglia e, ad una ad una, passate ogni singola arancina dentro il pangrattato, pressandole bene con le mani per "saldare" bene lega e pangrattato, per rendere compatta la superficie delle arancine e, all'occorrenza, per riprenderne un pochino la forma.


    Infine friggete le vostre arancine in abbondante olio:  immergetele nell'olio per 2-3 minuti o comunque fino a quando non risulteranno dorate in superficie. Servite ben calde!!!


                                       Con questa ricetta partecipiamo al MTC di Novembre