venerdì 30 marzo 2012

CUCINA REGIONALE VENETA: FRITTATA CON I BRUSCANDOLI


Finalmente un'altra settimana si è conclusa ed è giunto il momento di ritrovarci per un altro appuntamento di "Cibo e Regioni". Per questa settimana il tema proposto sono le uova. Ingrediente che ci permette veramente di usare la fantasia e spaziare da antipasti a secondi a dolci. Anche questa settimana siamo in buona compagnia e siamo molto, molto curiose di scoprire cosa hanno preparato le nostre compagnie di avventura. Allora non ci resta che passare alle ricette; eccole:

Uno dei piatti simboli dell'arrivo della primavera è per noi la frittata di bruscandoli. Con questo nome, nella nostra zona, sono identificati i germogli di luppolo che spesso vengono confusi con gli asparagi selvatici. Si tratta invece degli apici vegetativi del Luppolo selvatico, che spuntano spontaneamente nelle nostre campagne tra marzo e maggio. Il loro sapore è deciso, leggermente amarognolo e si sposa perfettamente con le uova.













martedì 27 marzo 2012

FILETTI DI PANGASIO AL SAPORE D'ARANCIA


Il pangasio è un pesce dalla polpa bianca e dal sapore delicato. Non l'avevamo mai assaggiato fino all'altra sera, ma sinceramente è stata una scoperta interessante.
E' di facile preparazione, non ha spine, è quindi adattissimo anche per i bambini.
Si cuoce in breve tempo e si presta ad essere abbinato a svariati altri ingredienti.
Nella nostra ricetta abbiamo aggiunto l'arancia e dei filetti di acciuga per dare quel tocco si sapore in più.
Il risultato è stato un piatto completo, con dei sapori bilanciati che è piaciuto a tutti!

domenica 25 marzo 2012

SFORMATINO AL RADICCHIO ROSSO SU CREMA DI ASIAGO


 
Abbiamo sempre seguito da semplici osservatrici le sfide proposte dal MTChallenge del blog Menù Turistico. Le ricette dei partecipanti erano sempre così originali e perfette che temevamo una brutta figura e non abbiamo mai osato partecipare. Ma, appena abbiamo visto che per il mese di marzo la ricetta scelta erano le crèpes, abbiamo subito pensato: "questa volta ce la possiamo fare, proviamoci!" Abbiamo seguito tutte le indicazioni di Giuseppina per la preparazione... ed eccoci qui. La sua ricetta base è veramente molto semplice, ben spiegata e perfetta per ottenere delle crèpes sottili. Il "trucco" di utilizzare dell'acqua nell'impasto e di cuocerle con il burro chiarificato sono due accorgimenti che da ora in poi utilizzeremo sempre nelle nostre preparazioni!
Il ripieno che abbiamo scelto è il radicchio rosso di treviso, accompagnato da una crema di asiago, prodotti tipici della nostra zona, che ben si sposano con la delicatezza delle crèpes.

 Sformatino al radicchio rosso su crema di asiago

Per le crèpes (se ne ottengono circa 10/12)
150 gr di farina 00
350 ml di latte
50 ml d'acqua
2 uova medie
1/2 cucchiaino da caffé di sale
30 gr di burro chiarificato per cuocere
Per il ripieno e finitura
600 gr di radicchio rosso
60 gr di gherigli di noci
1 scalogno
20 gr di pangrattato
200 gr di asiago dolce
25 ml di panna liquida
burro q.b.
olio q.b.
sale q.b.

Per la preparazione delle crèpes abbiamo seguito alla lettera la ricetta di Giuseppina. Sbattete le uova in una terrina con la frusta, aggiungete la farina setacciata e il latte mischiato all'acqua. Mescolate bene fino ad avere una pastella piuttosto liquida e liscia. Aggiungete il sale, e lasciate riposare almeno un'ora.
Fate sciogliere 30 gr di burro chiarificato in un pentolino, scaldate bene la padella per le crépes, spennellatela con il burro usando un pennello e versate la quantità di pastella necessaria per una crépe (dipenderà dal diamtro della vostra padella). A questo punto fate "ruotare" la padella per spargere uniformente la pasta, fate cuocere fino a che sarà ben dorata, quindi giratela e finite la cottura dall'altra parte. Preparate tutte le crèpes e fatele intiepidire.
Per il ripieno: Affettate lo scalogno e fatelo dorare in padella con due cucchiai di olio. Lavate con cura il radicchio, tenetene da parte 5-6 foglie per la finitura, e affettate il rimanente in modo grossolano. Aggiungete il radicchio allo scalogno, salate e fatelo appassire per circa 10 minuti a fuoco lento. Dovrà essere completamente asciutto. Tritate i gherigli di noce con un coltello, cercando di lasciare qualche pezzetto più grosso. Mescolate il radicchio con i gherigli di noce e il pangrattato. Il composto dovrà risultare compatto. Imburrate degli stampini da budino. Rivestite ogni stampino con una crèpe. Riempite con 2 cucchiaiate abbondanti di ripieno, senza però arrivare fino al bordo dello stampino. Richiudete i lembi della crèpe in modo da coprire interamente il ripieno. Coprite gli stampi con alluminio e metteteli in forno a 180° per 15 minuti.
Friggete in abbondante olio caldo le foglie di radicchio tenute da parte e asciugatele su carta assorbente.

Tagliate l'asiago a piccoli pezzi, aggiungete la panna liquida e fate fondere a bagnomaria. Dovrete ottenere una crema abbastanza densa, se ciò non succcede potete aggiungere 1 cucchiaino di fecola di patate.
Assemblate il piatto in questo modo: versate un po' di crema di asiago calda sul fondo, capovolgete lo sformatino di crèpe, togliete lo stampo, e guarnite con il radicchio fritto.
Consigli: se volete rendere ancora più saporito il ripieno dello sformatino, potete aggiungere dello speck tagliato a julienne: si abbina perfettamente al sapore, e al colore, del radicchio.

 

                      Con questa ricetta partecipiamo a MTChallenge di Marzo 2012

venerdì 23 marzo 2012

CUCINA REGIONALE VENETA: ANTIPASTO D'INVERNO


Ed eccoci al nostro appuntamento del venerdì con la cucina regionale. Questa settimana il tema sono gli antipasti. Un argomento che lascia ampio spazio a tantissime proposte con ingredienti di tutti i tipi. Come tutte le settimane le ricette delle varie regioni sono presentate da blogger bravissime. Siamo veramente curiose di vedere quali sono i piatti tipici italiani da proporre come antipasto!
Ecco le ricette:

Il nostro piatto per il tema degli antipasti è un insieme di molti prodotti tipici della zona: la sopressa, il radicchio rosso di Treviso, l'asiago e i pissacan (meglio conosciuto come tarassaco).
La sopressa è un insaccato che utilizza le carne di maiale, si consuma cotta come nella nostra ricetta, quando è poco stagionata, oppure cruda, tagliata sottile.
Il radicchio di Treviso è un prodotto IGP che è orami ben conosciuto in tutta italia. E' molto versatile, si addice alla preparazione di antipasti, torte salate, risotti e anche accompagnamento dei secondi.
L'asiago DOP è un formaggio prodotto nella zona delimitata dalle provincie di Padova, Vicenza e Treviso. Si presta molto all'utilizzo in cucina, grazie al suo sapore delicato, ma è buonissimo mangiato anche con il pane!
Infine i pissacan, in italiano tarassaco, è un erba che cresce spontanea nelle nostre campagne; dal gusto un pò amarognolo si adatta perfettamente agli insaccati.


Antipasto d'inverno

400 gr di sopressa a fette spesse (circa 1 cm)
500 gr di radicchio rosso di treviso
300 gr di asiago dolce
300 gr di tarassaco fresco (pissacan)
polenta gialla
olio q.b.
aceto q.b.


I vari elementi che compongono questo piatto, devono essere preparati in modo separato.
Pulite e lavate accuratamente il tarassaco, cambiando l'acqua più volte. Portate a ebollizzione circa 1 lt di acqua salata, aggiungete il tarassaco e lasciatelo cuocere per 10 minuti. La durata della cottura può variare in base alla freschezza del tarassaco a disposizione. La cosa migliore sarebbe raccoglierlo direttamente in campagna e cucinarlo immediatamente. Sgocciolatelo e strizzatelo per bene. Conditelo con olio e lasciatelo riposare coperto fino al momento di servirlo in tavola.
Tagliate a metà i cespi di radicchio. Lavateli avendo cura di non rompere le foglie esterne e asciugateli. Disponeteli sulla placca del forno coperta da carta da forno, allargate le foglie, salate, versate un filo d'olio ed infonate a 200° per circa 10 minuti. nel frattempo tagliate l'asiago a fette di circa 2-3 mm di spessore. Togliete il radicchio dal forno, disponete un paio di fette di formaggio al centro di ogni radicchio. Infornate nuovamente per 2-4 minuti in modo che il formaggio si fonda completamente.
Scaldate una goccia d'olio in una padella. Adagiate le fette di sopressa e lascatele dorare, girandole una sola volta. Bagnatele con l'aceto e lasciate sfumare a fuoco vivace.
Ricavate dalla polenta 4 fette dello spessore di circa 5 mm, fatele grigliare su una piastra rovente, girandole con una paletta. Distribuite in ogni piatto: due fette di polenta, la sopressa cotta con un po' del suo sughetto, un radicchio e un ciuffetto di tarassaco.
Consigli: sia il radicchio che il tarassaco hanno un sapore amarognolo, se preferite qualcosa di più dolce potete sostituirli con delle spinaci lessate.





giovedì 22 marzo 2012

PANE INTEGRALE


Eccoci con un'altra "puntata" dedicata al pane fatto in casa. Oggi la ricetta è quella del pane integrale: buono ed anche salutare. Cosa c'è di meglio? Si abbina benissimo a tutti i vostri piatti, antipasti a base di salumi o secondi di carne. E' fragrante e morbido, ma al tempo il suo sapore è più rustico di quello del classico pane bianco.
Anche questa volta trovate la ricetta nelle due versioni: per macchina del pane oppure per cottura tradizionale nel forno.


Pane integrale


1,5 cucchiaini di olio d'oliva
210 ml di acqua
1,5 cucchiaini di sale
1,5 cucchiaini di zucchero

150 gr di farina 00
210 gr di farina integrale
10 gr di lievito di birra fresco

Con la macchina del pane: versate nel cestello della vostra mdp tutti gli ingrdienti secondo l'ordine riportato nella lista precedente. Scegliete il programma per "pane integrale"; con queste dosi otterete una pagnota da 500 gr e vi consiglio di scegliere la massima doratura.
Per fare a mano il pane integrale iniziate settacciando insieme le due farine tra loro. Stemperate il lievito di birra in una grossa ciotola e iniziate a bagnarlo con un pò di acqua tiepida. Aggiungete il sale e un po' di farina per volta, mescolando con una forchetta. Continuate ad aggiungere farina poco a poco e lavorate bene l'impasto. Impastate per circa 15 minuti, schiacciando con i palmi delle mani e ripiegando l'impasto su se stesso varie volte, in modo da ottenere una pasta elastica e soda. Mettete l'impasto nella ciotola e copritela con un canovaccio pulito, leggermente inumidito. Lasciate riposare per 2 ore in un luogo tiepido, al riparo dalle correnti d’aria.
Passato il tempo necessario per la lievitazione, impastate nuovamente la pasta per una decina di minuti e fatene una palla. Adagiatela in una teglia, incidete la superficie con un coltello facendo una croce, e copritela nuovamente con il canovaccio. Lasciate lievitare per circa 40 minuti, sempre in un luogo tiepido.
Per cuocere il pane dovrete infornare la pagnotta nel forno freddo accendendolo a 220°C. Cuocete per circa 15/20 minuti, o fino a che il pane non si sarà dorato. A questo punto, abbassate la temperatura del forno a 180°C e cuocete per altri 15/20 minuti.
Consigli: potete aggiungere sulla superficie del pane dei semi di sesamo, la loro croccantezza renderà la pagnotta ancora più buona




martedì 20 marzo 2012

GELATINA DI ARANCE



Le arance sono il frutto per eccellenza dell'inverno, allora prima che finisca la stagione, vogliamo condividere con voi questa meravigliosa gelatina di arance! Si tratta di una alternativa semplice e veloce alla classica marmellata di arance, che abbiamo scoperto grazie al ricettario Fruttapec.
Infatti al posto di pelare a vivo tutte le arance e di ridurle a pezzetti, si utilizza solamente il succo d'arancia e le scorzette.
Abbiamo ottenuto una gelatina buonissima, perfetta sia per la colazione, spalmata su fette biscottate o pane, ma anche ottima per la preparazione di dolci o muffin. Ci sarà sicuramente occasione per rendervi partecipi della ricetta di una delle nostre torte farcite con questa prelibatezza!
 
Gelatina di arance


700 ml succo di arance
50 gr di scorza d’arancia
550 gr di zucchero
150 ml di acqua
1 bustina di fruttapec 2:1



Lavate bene le arance  asciugatele, quindi asportate con l’aiuto di un coltello 50 gr di scorza esterna, lasciando l’albedo (cioè la parte bianca della buccia). Tagliatela a listarelle sottili, mettetela in un pentolino con 50 g di zucchero e l’acqua, portate ad ebollizione e fate bollire a fuoco medio per 15 minuti circa.
Lasciate raffreddare. Spremete le arance. Mettete le scorzette raffreddate in una pentola alta e aggiungete tanto succo da arrivare a un peso totale di 800 gr
.
Mescolate bene il Fruttapec 2:1 con 500 gr di zucchero. Portare ad ebollizione e fate bollire per 1 minuto circa, mescolando in continuazione ed aggiungete solo ora, gradatamente, lo zucchero. Portate ad ebollizione e sempre mescolando fate bollire per almeno 3 minuti a fuoco vivace. Togliete la pentola dal fuoco e mescolate ancora per 1 minuto facendo dissolvere l’eventuale schiuma.
Versate la gelatina fluida ancora bollente in vasetti sterilizzati e chiudeteli ermeticamente.
Capovolgete i vasetti e aspettate che diventino freddi.
Consigli: è meglio utilizzare le arance a polpa bionda per ottenere una gelatina dal gusto e dal colore più gradevole.

                                        

domenica 18 marzo 2012

CANNOLI SALATI


La primavera si avvicina e abbiamo deciso di dare un tocco nuovo al nostro blog. All'inizio avevamo pensato di fare solamente qualche modifica, ma poi ci siamo fatte prendere la mano e ne abbiamo completamente rivoluzionato la grafica. I contenuti sono gli stessi, continueremo a pubblicare le nostre ricette secondo lo stesso schema. Speriamo vi piaccia!!
Ci è sempre piaciuto provare a riprodurre quei piccoli finger food che si trovano nei buffet delle feste. Quei bocconcini salati che solo a guardarli ti viene voglia di assaggiarli. E uno tira l'altro, non riesci più a fermarti e la scusa è sempre la stessa: "ma questo è diverso da quello che ho mangiato prima!"
Oggi abbiamo provato a preparare dei cannoli salati, creando il cannolo attorno al ripieno e non viceversa come accade di solito. E' una ricetta semplice, ma di effetto, perfetta per dei buffet in piedi. Allo stesso tempo può essere un'idea per domani, la Festa del papà. Magari potete adattare il ripieno con gli ingredienti preferiti dal vostro papà, così da fargli un regalo speciale!
 

 
Cannoli salati

230 gr di pasta sfoglia in rotolo
100 gr di mollica di pane
150 gr di asiago dolce
100 gr di speck
1 uovo
2 tuorli
100 ml di latte
prezzemolo

Tagliate l'asiago e lo speck a pezzetti. Bagnate la mollica di pane con il latte in una ciotola per qualche minuto. Strizzatela e mettetela nel mixer con l'uovo, 1 tuorlo, l'asiago, lo speck e una manciata di foglie di prezzemolo. Tritate fino ad otttenere un composto omogeneo e compatto. Con questo impasto formate delle salsiccette di circa 4 cm di lunghezza.
Tagliate la pasta sfoglia a strisce di circa 2 cm di larghezza e avvolgetele a spirale attorno alle salsiccette sovrapponendo leggermente la pasta in modo da ottenere dei cannoli. Allineate i cannoli sulla teglia ricoperta da carta da forno. Spennellateli con il tuorlo sbattuto. Cuoceteli in forno preriscaldato a 200° per circa 20 minuti e serviteli tiepidi.
Consigli: per arricchire il ripieno dei vostri cannoli potete aggiungere dei funghi all'impasto, risulteranno ancora più golosi!


                   Con questa ricetta partecipiamo al contest "Piccolo ma buono"
                                          del blog Scamorze ai fornelli


               Con questa ricetta partecipiamo al contest "Sguardo dolce Sapore salato"
                                            del blog Rossolampone


venerdì 16 marzo 2012

CUCINA REGIONALE VENETA: MENESTRA DE FASOI



Anche questo venerdì siamo molto orgogliose di partecipare alla rubrica organizzata da Babi e Rosa riguardo le ricette tradizionali del nostro Bel Paese. Per questa settimana il tema scelto sono le Zuppe; piatto molto antico e anche molto ricco che riscalda volentieri le sere invernali.
Anche questa volta si aggiungono al gruppo due nuove food blogger; rispettivamente Artù per la regione Piemonte ed Elena per l'Emilia Romagna. A loro va il nostro caloroso benvenuto e speriamo che il nostro gruppo continui ad avere sempre nuove adesioni!
Ecco quindi le ricette:

Questo minestrone di fagioli è un piatto della tradizione povera della nostra regione. E' un piatto completo che spesso veniva cucinato in grandi quantità visto che i fagioli si coltivavano nei campi in mezzo alle colture di granoturco.
Nella ricetta che vi proponiamo stasera abbiamo utilizzato la più conosciuta varierà di fagiolo del Veneto: il fagiolo di Lamon. Si tratta di un prodotto che ha ottenuto la certificazione IGP e che viene coltivato in quattro diverse varietà. Si dice che questi legumi arrivarono a Belluno verso il 1530, grazie al frate Pietro Valeriano,che ebbe in dono dal Papa dei fagioli provenienti dalla Corte di Spagna. Dal secondo dopoguerra in poi il fagiolo del Feltrino, meglio conosciuto con il nome del paese nel quale viene prevalentemente prodotto, Lamon, si è conquistato spazi sempre più importanti nella cucina e nella letteratura gastronomica sia a livello nazionale che internazionale e il Consorzio di Tutela, istituito nel 1993, sta portando avanti una serie di iniziative per proterggerne l’immagine, la quantità e la qualità.
Questo legume è particolarmente adatto alla nostra minestra per la consistenza, il gusto e l'abbinamento con gli altri ingredienti. Eccovi quindi la ricetta:



Menestra de fasoi

200 g di fagioli di Lamon secchi (varietà Spagnolet)
1 cipolla
1 carota
2 coste di sedano
1 rametto di rosmarino
50 gr di lardo
60 ml di olio
1 patata
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
100 gr di ditaloni
sale q.b.
pepe q.b.

Mettete a bagno i fagioli in una ciotola coperti con abbondante acqua fredda per 8-12 ore; scartate quelli che galleggiano, scolate i rimanenti e lavateli sotto acqua corrente in un colino. Pulite la cipolla, la carota e il sedano e tagliateli a piccoli pezzi. Legate con del filo il rametto di rosmarino così che i suoi aghi non si disperdano nella zuppa.
Tritate molto finemente il lardo e fatelo rosolare dolcemente con l’olio in una casseruola a sponde alte. Una volta rosolati aggiungete il preparato di cipolla, carota, sedano, il rametto di rosmarino e i fagioli. Coprite con 2,5 litri di acqua e portate ad ebollizione.
Lavate la patata, pelatela e quando  la zuppa inizia a bollire unitela insieme al concentrato di pomodoro diluito in un mestolo di acqua calda. Mescolate il tutto, fate riprendere l’ebollizione e lasciate cuocere a fuoco lento per 2 ore.
Prelevate 1/3 dei fagioli con un po’ di liquido. Passate al passaverdura il resto della zuppa e poi reinserite i fagioli tolti. Fate cuocere ancora per 15-20 minuti; salate, pepate. Dovrà risultare molto densa.
Aggiungete anche la pasta e portate a cottura mescolando spesso per evitare che la zuppa si attacchi al fondo del recipiente. Mettetela in una zuppiera e conditela con pepe macinato, qualche ago di rosmarino e un filo d'olio.

 
Consigli: nella tradizione veneta, questa zuppa si può gustare anche senza pasta, oppure sostituendo i ditaloni con delle tagliatelle all'uovo.



 


mercoledì 14 marzo 2012

TORTA COLORADO


Sapete quando vi prende quella voglia di cioccolato a cui proprio non sapete resistere?
Per dimenticare lo stress di una settimana intera, le brutte notizie, una delusione... insomma per ritornare a sorridere!
Ed ecco questa torta di cui non avevamo mai sentito parlare e che abbiamo trovato sfogliando il nostro magico libro sui dolci al cioccolato.
Il suo nome è Torta Colorado, un impasto ricchissimo di cioccolato con l'aggiunta sulla superficie di zucchero e caffé.
Si tratta di un dolce che ci ha veramente sorpreso sia per il metodo di preparazione che per il risultato finale. Una vera bontà che veramente ci ha fatto tornare il buonumore! Speriamo faccia lo stesso effetto anche a voi!


Torta Colorado
 
400 gr di cioccolato fondente
25 gr di burro
180 gr di farina
5 gr di lievito vanigliato
2 uova
60 ml di latte intero
30 gr di zucchero di canna
 40 gr di cacao amaro
20 gr di zucchero
150 ml di caffè

Tritate il cioccolato e fatelo sciogliere a bagnomaria con il burro, quindi lasciate intiepidire. Setacciate la farina con il lievito e mescolatela con le uova precedentemente sbattute. Aggiungete quindi anche il composto di cioccolato fuso e il latte. Amalgamate bene il tutto in modo da formare un composto compatto.
Rivestite uno stampo a cerniera del diametro di 18 cm con carta da forno inumidita. Versate all’interno il composto preparato. Cospargete la superficie prima con lo zucchero di canna, poi con quello semolato e infine con 30 gr di cacao amaro setacciato, infine versatevi delicatamente il caffè. Cuocete il dolce in forno già caldo a 180° per circa 50 minuti, copritelo con un foglio di alluminio e proseguite la cottura per altri 10 minuti. Eliminate l’alluminio, lasciate raffreddare la torta, spolverizzatela con il cacao rimasto e servite.  
Consigli: potete servire la torta con degli spicchi pera  cotta in un tegame con un mezzo bicchiere di moscato, mezzo bicchiere di acqua e 20 gr di zucchero per una decina di minuti.


 
                            Con questa ricetta partecipiamo al contest "Dolci al cioccolato"
                                                 di Menta Piperita & Co



lunedì 12 marzo 2012

CARCIOFI RIPIENI DI PISELLI E SPECK



Scorza dura e cuore tenero: i carciofi sono i fiori dell’orto che anticipano la primavera. In questa ricetta abbiamo voluto presentarli proprio come dei fiori che sbocciano e che rivelano una farcitura gustosa. L’abbinamento con i piselli è quanto di più tradizionale offre il nostro territorio.  Al contrario l’aggiunta dello speck ci sembrava perfetta per rendere questo piatto ancora più sfizioso. Il risultato è più di un contorno, praticamente un piatto unico che si può preparare anche in anticipo e riscaldare qulache minuto prima di essere servito.



Carciofi ripieni

4 carciofi (varietà mammole verde)
mezzo limone
250 gr di piselli surgelati
100 gr di passata di pomodoro
100 gr di speck (in una sola fetta)
un ciuffo di prezzemolo tritato
2 sottilette
olio extravergine d’oliva q.b.
sale q.b.
pepe q.b.




Pulite i carciofi tagliando il gambo e la punta delle foglie, scartate le foglie esterne troppo dure, quindi metteteli a bagno in acqua fredda con il succo di mezzo limone.
Preparate la farcitura: versate in una pentola i piselli, la passata di pomodoro,  il prezzemolo tritato finemente, due cucchiai d’olio, un pizzico di sale e un bicchiere d’acqua. Fate cuocere a fuoco lento tenendo coperto per circa 25-30 minuti, finché il liquido non sarà completamente evaporato. Tagliate lo speck a striscioline; preservatene qualche pezzo per la guarnizione finale e aggiungete il rimanente ai piselli.

Sgocciolate i carciofi, aprite le foglie centrali in modo da creare uno spazio per la farcitura, quindi riempiteli con il composto di piselli e speck. Metteteli in una tegame a sponde alte non troppo largo versate 3-4 cucchiai d’olio e mezzo bicchiere di acqua. Fate bollire per circa un’ora a tegame coperto. Spegnete il fuoco e adagiate sopra ad ogni carciofo mezza sottiletta. Servite ben caldo guarnendo con qualche strisciolina di speck.

Consigli: per un gusto più deciso potete sostituire lo speck con della pancetta affumicata.



Con questa ricetta partecipiamo al contest "Le ricette di primavera" del blog "About Food".

venerdì 9 marzo 2012

CUCINA REGIONALE VENETA: BACCALA' ALLA VICENTINA



Eccoci anche questa settimana con la rubrica dedicata ai piatti delle regioni italiane. Questo sta diventando un appuntamento fisso che siamo sicure ci farà scoprire tantissime ricette straordinarie del nostro territorio.
Questa settimana il tema è il pesce. E' più di un ingrediente, ne esistono infatti tantissime varietà che si possono preparare in mille modi diversi, sicuramente ce ne sarà per tutti i gusti!
Rispetto alla scorsa settimana, il nostro gruppo si è arricchito della collaborazione di altre bravissime food blogger dalla toscana, dal friuli e dalla sicilia, benvenute!
Ecco quindi le ricette:

Il baccalà alla vicentina, è un piatto molto antico, si dice inventato dalla "Siora Vittoria" già nel 1890. Si tratta di una vera e propria istituzione per la nostra regione, amato da grandi e piccini per la sua storia, la sua tradizione e ovviamente per la sua bontà! Venticinque anni fa è nata la Venerabile Confraternita del Bacalà alla Vicentina, allo scopo di promuovere la conoscenza di questo piatto e di tutelare la ricetta originale. La confraternita riunisce dei ristoranti tipici della zona in cui si può gustare il vero baccalà alla vicentina e ogni anno organizza bellissime manifestazioni che attirano moltissime persone!
La ricetta che vi proponiamo stasera si basa ovviamente sui consigli della Confraternita, la tradizione deve essere rispettata!

Baccalà alla vicentina
 
500 gr di stoccafisso secco
1 grossa cipolla bianca
½ l di olio extra vergine d’oliva
3-4 acciughe
farina q.b.
250 ml di latte fresco
un ciuffo di prezzemolo tritato
sale q.b.
pepe q.b.
polenta bianca fredda

Ammollate lo stoccafisso, già ben battuto, in acqua fredda; cambiando l’acqua circa ogni 4 ore per almeno 2-3 giorni.
Levate parte della pelle. Aprite il pesce per il lungo, togliete la lisca  e tutte le spine. Tagliatelo a pezzi quadrati possibilmente tutti più o meno uguali.
Affettate finemente la cipolla e rosolatela in un tegamino con un bicchiere d’olio.
Aggiungete anche le acciughe precedentemente dissalate  private della lisca e tagliate a pezzetti. Per ultimo, a fuoco spento, unite il prezzemolo tritato.
In una pentola di cotto oppure di alluminio versate qualche cucchiaio del soffritto preparato, disponetevi sopra i vari pezzi di stoccafisso infarinati e irrorate poi con il restante soffritto. Aggiungete anche il latte il sale e il pepe. Unite l’olio fino a ricoprire tutti i pezzi.
Cuocete a fuoco molto dolce per circa 4 ore muovendo ogni tanto la pentola in senso rotatorio, senza mai mescolare. Servite ben caldo con polenta bianca in fetta: il baccalà alla vicentina è ottimo anche dopo un riposo di 12-24 ore.
Consigli: nel piatto tradizionale, c'è l'aggiunta di circa 20 gr di grana grattuggiato prima di versare il latte nella pentola; questo lo rende ancora più saporito!










 










giovedì 8 marzo 2012

TORTA MIMOSA AL PROFUMO DI LIMONE



Auguri a tutte voi per la festa della donna!
C'è chi dice che sia solamente una festa consumistica e che se veramente esiste la parità uomo-donna, non c'è ragione per festeggiare solamente le donne con una riccorrenza speciale. Ma perchè ci vogliono togliere anche questa piccola soddisfazione? L'8 Marzo dovrebbe unire tutte le donne senza distinzione di nazionalità, posizione sociale, cultura... come momento in cui  viene riconosciuto il loro contributo alla società.
Quanti ruoli ricopriamo ogni giorno: figlie, madri, mogli, fidanzate, lavoratrici... che c'è di male se ci facciamo un pò coccolare? Tanto si sa che a noi basta un piccolo gesto per renderci felici.
Per questa giornata vi proponiamo il più classico dei dolci: la Torta mimosa con una piccola variante, la bagna al limoncello. La condividiamo simbolicamente con tutte voi che ogni giorno ci sostenete e ci aiutate nella nostra avventura.  Un abbraccio!


Torta mimosa al profumo di limone

una confezione di Pan di spagna Vicenzi
4 tuorli
5 cucchiai di zucchero
3,5 cucchiai di farina
500 ml di latte intero fresco
un pizzico di sale
200 ml di panna fresca
1 limone
limoncello q.b.

Per la crema: mettete a scaldare il latte con la scorza di un limone finché non sarà tiepido. Nel frattempo in una pentola sbattete molto bene i tuorli con lo zucchero (aiutatevi con un frullatore elettrico  o a mano). Aggiungetevi la farina, il sale e mescolate affinché non si formino dei grumi. Infine aggiungete anche il latte filtrato per eliminare le scorze di limone. Ponete quindi la crema sul fuoco cuocete finché non inizia a bollire. Unitevi tre cucchiai di limoncello e mescolate con cura. Trasferitela quindi in una ciotola, copritela con della pellicola e lasciatela raffreddare. Intanto in una ciotola di acciaio ben fredda montate la panna. Quando la crema sarà ben fredda incorporatevi la panna montata precedentemente.
Separate i tre dischi di pan di spagna. Tagliate un disco a piccoli cubetti e tenetelo da parte per la finitura.  Bagnate con del limoncello la base di pan di spagna, spalmate uno strato generoso di crema e ricoprite con un altro disco di pan di spagna. Ricoprite tutta la torta con uno velo di crema quindi cospargete sulla superficie e sui bordi i cubetti precedentemente preparati.
Conservatela in frigo per almeno due ore prima di servire.
Consigli: assicuratevi che la crema sia ben fredda prima di incorporare la panna altrimenti il composto risulterà troppo liquido.